Oggi, lunedì 10 agosto, è il giorno di san Lorenzo, patrono di Alba e della diocesi. Di seguito è riportato il testo dell’omelia del vescovo Marco durante la Messa celebrata alle 18 in cattedrale.

Santa Messa nella Solennità di San Lorenzo diacono e martire patrono della Città e della Diocesi di Alba
OMELIA DEL VESCOVO MARCO
Cattedrale di San LorenzoALBA – Lunedi, 10 agosto 2026
Carissimi fratelli e sorelle, carissimo Mons. Marco, sacerdoti e diaconi, carissime autorità civili e militari presenti, oggi siamo qui riuniti in Cattedrale per celebrare una festa di grande importanza per la nostra comunità e città: la festa di San Lorenzo, diacono e martire, patrono della nostra amata Alba e della Diocesi intera.
Questa giornata non è solo un momento di ricordo, ma
un’opportunità per riflettere sulla vita e sull’eredità di quest’uomo straordinario, che ha dedicato la sua esistenza al servizio di Dio e dei suoi fratelli. San Lorenzo visse in un periodo di grande difficoltà per la Chiesa. Il III secolo d.C. era caratterizzato da persecuzioni e sfide per i cristiani, eppure, in mezzo a queste avversità, Lorenzo si distinse per il suo coraggio e la sua fede incrollabile. Era un diacono, scelto per assistere i poveri e gestire le risorse della comunità cristiana. La sua vita ci insegna che il servizio è una delle vie più autentiche per vivere la nostra fede e il vangelo. Abbiamo letto nella prima lettura: “Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia”.
Così ha vissuto San Lorenzo, il quale non si limitò a svolgere i suoi compiti con discrezione; la sua dedizione lo portò a diventare un simbolo di carità e giustizia. La storia racconta che, durante una delle persecuzioni, Lorenzo fu arrestato e condotto davanti all’imperatore Valeriano. In quell’occasione, quando gli fu chiesto di consegnare i tesori della Chiesa, San Lorenzo rispose con audacia: “Ecco, i veri tesori della Chiesa sono i poveri.” Questa risposta audace non solo dimostra la sua fede, ma anche il suo amore per gli ultimi e i bisognosi. San Lorenzo ci invita a riflettere sul nostro rapporto con i beni materiali e sulla nostra responsabilità verso chi è in difficoltà.
La vita di San Lorenzo ci parla anche di martirio, un tema che non possiamo ignorare. Il martirio, per i cristiani, non è solo un sacrificio fisico; è un atto d’amore totale verso Dio e verso gli altri. Il Vangelo di Giovanni che abbiamo proclamato afferma:”… se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”.
Così è stato per San Lorenzo il quale dopo aver difeso i poveri, subì un supplizio terribile: fu arso vivo su una graticola. In questa prova estrema, il suo amore per Cristo non vacillò. La biografia narra che, mentre soffriva, Lorenzo esclamò: “Voltate la carne, è cotta da questo lato.” Queste parole, cariche di fede e ironia, ci invitano a considerare la nostra vita in un’ottica di fede, ad affrontare le difficoltà con speranza e coraggio. Oggi, nel nostro cammino di fede, siamo chiamati a essere testimoni di quell’amore che Lorenzo ha incarnato. La nostra società, come quella dell’epoca di San Lorenzo, è piena di sfide. La povertà, l’ingiustizia e l’indifferenza verso il dolore degli altri sono presenti ovunque, anche nella nostra città.
La figura di San Lorenzo ci spinge a impegnarci nella costruzione di un mondo più giusto, dove ogni persona venga accolta, qualsiasi sia il colore della sua pelle e riconosciuta nella sua dignità e valore. In questo contesto, la nostra comunità di Alba ha un ruolo fondamentale. Siamo chiamati a essere una Chiesa in uscita, come ci ha insegnato Papa Francesco, non chiusa in sé stessa, ma aperta alle necessità del mondo. Le opere di carità, l’assistenza ai bisognosi e la solidarietà sono espressioni concrete della nostra fede. San Lorenzo ci invita a mettere in pratica il comandamento dell’amore, a vedere Cristo presente nei volti di chi soffre, di chi arriva nella nostra città per trovare casa, lavoro e sicurezza.
Fra le persone fragili del nostro territorio non possiamo dimenticare coloro che affidano le loro speranze di vita all’azzardo che la società continua a chiamare “gioco d’azzardo” in maniera ipocrita in quanto l’azzardo non è mai un gioco ma è male che rovina famiglie intere, prosciugando risorse vitali a persone che poi sono costrette a recarsi ai centri di ascolto della Caritas e in molti casi ai servizi sanitari per farsi curare da una dipendenza gravissima come è la ludopatia. La celebrazione di oggi è anche un momento per rinnovare il nostro impegno a denunciare queste situazioni invitando chi ha responsabilità a trovare rimedi, anche legislativi a questa piaga, spesso sommersa.
Ma ora chiediamoci: come possiamo seguire l’esempio di San Lorenzo nella nostra vita quotidiana? Forse, è tempo di riflettere sulle nostre priorità. Siamo disposti a condividere ciò che abbiamo con chi ha bisogno? Siamo pronti a difendere i diritti dei più vulnerabili, anche quando questo comporta rischi o sacrifici? La vita di Lorenzo ci esorta a non avere paura di alzare la voce per la giustizia, a non rimanere in silenzio di fronte all’ingiustizia. Inoltre, la figura di San Lorenzo ci invita a riflettere sulla nostra vita spirituale. Lui, come diacono, era un uomo di preghiera e di servizio. La preghiera è la fonte di ogni forza, e senza di essa, il nostro impegno rischia di diventare sterile. Dobbiamo nutrire la nostra vita interiore, affinché le nostre azioni siano sempre ispirate dall’amore di Dio. La preghiera ci aiuta a discernere come rispondere alle sfide del nostro tempo e a rimanere saldi nella fede.
Oggi, mentre celebriamo San Lorenzo, ricordiamo anche che ogni martirio, ogni sofferenza, può essere trasformata in un’opportunità di grazia. Le prove che affrontiamo possono rafforzare la nostra fede e avvicinarci a Dio. San Lorenzo ci offre un esempio di come affrontare le difficoltà con coraggio e speranza, ma anche di come, in mezzo alla sofferenza, possiamo trovare una profonda comunione con Cristo.
Non dimentichiamo l’importanza della comunità. San Lorenzo era parte di una comunità cristiana viva e attiva. Oggi, siamo chiamati a costruire legami di fraternità, a sostenerci a vicenda nel cammino di fede. La Chiesa non è solo un luogo di culto, ma una famiglia che si sostiene e si incoraggia. Dobbiamo lavorare insieme, costruendo reti col territorio e le istituzioni locali, per costruire una comunità che rispecchi l’amore di Dio, accogliendo tutti, senza esclusione.
Oggi mentre rendiamo omaggio a San Lorenzo, chiediamo a lui di intercedere per noi affinché possiamo seguire il suo esempio. Che la sua vita di servizio, amore e coraggio ci ispiri a essere discepoli autentici di Cristo. Che possiamo essere, come lui, fari di luce in un mondo spesso oscuro, testimoni di giustizia e di pace.
Amen.

