La domenica che precede la Pentecoste è la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, come stabilito dal Concilio. Per il 17 maggio 2026 il tema proposto dal Papa è “Custodire voci e volti umani”. Nel messaggio del 24 gennaio, Leone XIV ha scritto: «La sfida che ci aspetta non sta nel fermare l’innovazione digitale, ma nel guidarla, nell’essere consapevoli del suo carattere ambivalente. Sta a ognuno di noi alzare la voce in difesa delle persone umane, affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati». La Famiglia paolina organizza la Settimana della comunicazione, che ha il fulcro nel festival di Albano Laziale e prevede appuntamenti in tutta Italia.
Ad Alba, l’organizzazione è del Centro culturale san Paolo, diretto da don Giuliano Censi. Il primo incontro, giovedì 14 maggio alle 18, sarà nella sala Giacomo Alberione, in piazza San Paolo 14, con Marco Prastaro, vescovo di Asti dal 2018 e autore del libro Tra voi non sia così. Il potere nella Chiesa (San Paolo). Nato a Pisa nel 1962, il presule ha studiato in Seminario a Torino ed è stato ordinato nel 1988 dal cardinale Anastasio Ballestrero. È stato missionario in Kenya.

Monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti dal 2018.
Sulla comunicazione afferma: «Le parole possono essere strumento di costruzione e distruzione, sia nelle relazioni personali sia in contesti internazionali. Per noi cattolici, la comunicazione deve assolvere il compito di trovare parole che possano edificare e non dividere. La parola definisce l’altro che ascolta e lo inquadra. Se, per esempio, si dirà più volte che un bambino è stupido, a un certo punto lui e tutti gli altri si convinceranno della veridicità di tale affermazione». Riferendosi al suo libro spiega che «la dinamica del potere si può manifestare in ogni ambito di relazione umana, ma di sicuro se ho un incarico di qualche tipo il rischio aumenta. L’idea di scrivere a riguardo nacque all’inizio dell’episcopato: mi accorsi che era necessario porre le dovute attenzioni per non trasformarmi da pastore e fratello in padrone. Lo capii dopo un pranzo in una parrocchia: poiché ero il vescovo, si sentivano in dovere di portarmi da mangiare qualcosa di diverso rispetto agli altri. Non me lo potevo permettere».
Nella prima parte del volume «parlo del significato di Dio onnipotente, di come Gesù ha interpretato i suoi poteri e su come lo Spirito li esercita. Il modo cristiano di praticare l’autorità deve, come ci ricorda Ratzinger, sempre guardare al trascendente. Il potere, poi, dev’essere plurale e mai assoluto: pure nella Costituzione è prevista la separazione». Quando si subisce il potere opprimente «bisogna opporsi con mezzi pacifici e non violenti. L’obiezione di coscienza e la resistenza critica sono strumenti importanti per mettere un argine a un potere che potrebbe diventare assoluto», Partendo dall’esperienza della parola di Gesù, che ci ricordava come chi volesse essere primo dovesse essere l’ultimo, nella parte finale provo a dare qualche consiglio. In generale, nell’esercizio del potere occorre mantenere la mitezza. Ne è una prova papa Leone, che proferisce parole forti con una mitezza disarmante». Prendendo spunto dagli attacchi di Trump al pontefice, aggiunge: «Il Papa e la Chiesa devono annunciare il Vangelo. Per qualcuno può essere considerato un giudizio o una sopraffazione, ma dobbiamo continuare a farlo. E se ci criticano, significa solo che abbiamo fatto il nostro lavoro. Il passo successivo, il più difficile per tutti noi, è essere coerenti con il Vangelo».
Domenica 17, alle ore 10, la Messa nel tempio di San Paolo sarà celebrata dal vescovo di Alba Marco Brunetti. Mercoledì 20, alle 18, in sala Alberione, Vincenzo Vitale, direttore di Jesus e Credere, parlerà di come “Custodire voci e volti umani nella stampa cattolica in Italia”. Sabato 23, alle ore 21, nella chiesa di San Giuseppe, Voci fuori dal coro e la solista Maria Teresa Mi-lano, diretti da Roberto Весcaria, proporranno il concerto Abide for me.
Davide Barile

