Il vescovo Marco Brunetti ha celebrato in cattedrale, giovedì 4 giugno, la Messa nella solennità del Corpus domini. Di seguito, il testo completo dell’Omelia:

Il vescovo Marco durante la Messa in cattedrale.

SOLENNITÀ DEL CORPUS DOMINI
OMELIA DEL VESCOVO MARCO
Cattedrale di San Lorenzo
ALBA – 4 GIUGNO 2026
Carissimi fratelli e sorelle,
questa sera siamo qui per celebrare una delle feste più solenni della nostra fede: il Corpus Domini, la festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. In questa celebrazione, ci viene offerta l’opportunità di riflettere sul mistero dell’Eucaristia, un dono inestimabile che ci avvicina a Dio e che ci chiama a vivere in comunione gli uni con gli altri.
L’Eucaristia non è solo un rito, ma un incontro profondo con il Signore. È il culmine della vita cristiana, il sacramento che ci nutre e ci sostiene nel nostro cammino di fede. Quando Gesù, nell’Ultima Cena, spezza il pane e offre il calice, ci invita a partecipare a un mistero che trascende il tempo e lo spazio. Egli si fa presente in mezzo a noi, ci offre il suo corpo e il suo sangue, e ci chiama a essere parte della sua vita.
In questo momento di comunione, siamo invitati a riconoscere la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, a comprendere che ogni volta che partecipiamo alla Messa, siamo chiamati a rinnovare la nostra alleanza con Dio e con i nostri fratelli.
In questo anno dedicato a San Francesco, a 800 anni dal suo transito, vorrei guardare a Lui e alla sua devozione eucaristica.
San Francesco d’Assisi, nostro grande esempio di fede e umiltà, ci ha lasciato un insegnamento prezioso riguardo all’Eucaristia. Egli venerava il Santissimo Sacramento con una devozione profonda, riconoscendo in esso la presenza viva e reale di Cristo. Si racconta che, durante la celebrazione della Messa, Francesco provava una gioia così intensa da essere quasi sopraffatto dall’amore di Dio.
La vita di San Francesco è una testimonianza vivente di come l’Eucaristia possa trasformare l’esistenza di una persona. Francesco, dopo la sua conversione, si distaccò dalle ricchezze e dai piaceri materiali per seguire il Signore. La sua vita fu caratterizzata da una continua ricerca di Dio e da un amore incondizionato per tutti gli esseri viventi. Francesco vedeva in ogni creatura un riflesso del Creatore e, come egli stesso affermava: “Tutte le creature sono mie sorelle e miei fratelli, perché tutte sono state create da un unico Padre”.
Nel suo Cantico delle creature, Francesco ci invita a lodare il Signore per la bellezza della creazione, ma è nell’Eucaristia che egli riconosce la massima espressione dell’amore divino. La sua devozione per il Corpo e Sangue di Cristo era tale che egli esclamava: “O Altissima, onnipotente, bon Signore, Tue so le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano et nullu homo vivo per se sono degno”. Questa preghiera ci ricorda che tutto ciò che abbiamo e siamo deve essere offerto al Signore.
Francesco ci insegna che l’Eucaristia non è solo un momento di adorazione, ma deve tradursi in un impegno concreto nella nostra vita quotidiana. La partecipazione al Corpo di Cristo ci chiama a essere “corpo” per gli altri, a vivere in fraternità, a condividere le nostre risorse e a servire chi è nel bisogno.
Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di riscoprire il significato della fraternità. La nostra società è segnata da divisioni, conflitti e indifferenza. La festa del Corpus Domini ci invita a ricordare che siamo tutti chiamati a essere uniti nel Corpo di Cristo, a superare le barriere che ci separano e a costruire una comunità basata sull’amore e sul rispetto reciproco. Francesco, con il suo esempio, ci ha mostrato che la vera ricchezza sta nella condivisione e nell’amore per il prossimo.
In un mondo che spesso valorizza il possesso e l’individualismo, il messaggio di Francesco è un richiamo a ritornare all’essenziale: l’amore per Dio e per il prossimo. Egli ci insegna che l’Eucaristia è anche un invito a servire, a piegarci verso gli ultimi, a prestare attenzione alle necessità degli altri. “Fate attenzione”, diceva Francesco, “a non considerare alcun uomo come un estraneo, poiché tutti sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio”.
Quando ci accostiamo alla Comunione, dobbiamo farlo con la consapevolezza del dono che riceviamo. L’Eucaristia è un sacramento di unità, un atto di riconciliazione e di amore. È un invito a vivere come membri di un unico corpo, dove ognuno di noi ha un ruolo da svolgere e una missione da compiere. La celebrazione del Corpus Domini ci esorta a vivere la nostra fede in modo autentico, a essere testimoni del Vangelo nel mondo e a portare la luce di Cristo nelle tenebre che ci circondano.
San Francesco ci ricorda che, per vivere pienamente l’Eucaristia, dobbiamo essere disposti a lasciare da parte il nostro egoismo e a metterci al servizio degli altri. Egli diceva: “È meglio dare che ricevere”. Questo principio deve guidare la nostra vita cristiana. Non possiamo ricevere il Corpo di Cristo e poi chiudere i nostri cuori all’amore e alla compassione verso il prossimo.
Celebriamo questa sera il Corpus Domini con gratitudine e gioia. Riconosciamo in Cristo presente nell’Eucaristia il nostro Signore e Salvatore, e lasciamoci trasformare dal suo amore. Seguiamo l’esempio di San Francesco, che ha vissuto la sua vita in un continuo abbandono all’amore di Dio e al servizio degli altri. Che la nostra partecipazione a questo mistero ci spinga a essere strumenti di pace, unità e amore nel mondo.
Preghiamo affinché, attraverso il Corpo e Sangue di Cristo, possiamo essere resi forti nella fede, uniti nella carità e pronti a rispondere alle sfide della nostra vita quotidiana.
Amen.

