Il 18 febbraio il Vescovo alle 18 in cattedrale celebra la S Messa e imporrà le ceneri sul capo.
Con l’espressione “Mercoledì delle Ceneri” si intende il mercoledì precedente la prima domenica di Quaresima che coincide con l’inizio della Quaresima stessa. Il Mercoledì delle ceneri ricorre quaranta giorni prima della Domenica delle Palme.
Il giorno delle ceneri è il primo giorno del periodo liturgico di digiuno e penitenza in preparazione della Pasqua Cristiana e infatti in tale giornata la Chiesa prescrive il digiuno e l’astinenza dalle carni. La Chiesa in verità ha sempre richiesto per tutti i venerdì dell’anno l’astensione alla carni ma, negli ultimi decenni, la prescrizione si limita ai venerdì del periodo quaresimale.
Il Mercoledì delle Ceneri segue al “martedì grasso”, l’ultimo giorno di carnevale e quindi di un periodo in cui si può mangiare “di grasso”.
La parola “ceneri” richiama invece in modo specifico la funzione liturgica che caratterizza il primo giorno di Quaresima, durante la quale il celebrante sparge un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte dei fedeli per ricordare loro la precarietà della vita terrena e per spronarli all’impegno penitenziale della Quaresima.
Per questo il rito dell’imposizione delle ceneri prevede anche la pronuncia di una formula di ammonimento, scelta fra la tradizionale “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” o la più recente «Convertitevi e credete al Vangelo» (Mc 1,15), introdotta dalla riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II con riferimento all’inizio della predicazione di Gesù.
Tradizionalmente le ceneri rituali si ricavano bruciando i rami d’ulivo benedetti la domenica delle Palme dell’anno precedente.

