Pagniello, direttore nazionale Caritas, ha incontrato i direttori e equipe del Piemonte e della Valle d’Aosta
Stile sinodale anche nella rete delle Caritas. Per predisporre il percorso nazionale, giovedì 30 gennaio scorso il direttore di Caritas Italiana don Marco Pagniello – classe 1971, abruzzese, già direttore della Caritas di Pescara – ha incontrato direttori ed equipe delle Caritas Diocesane di Piemonte e Valle d’Aosta. Guidati dall’orizzonte del Giubileo i quasi quaranta convenuti a Villanova d’Asti si sono concentrati su come rispondere alla chiamata a rendere visibile la vera speranza attraverso gesti concreti di carità, solidarietà e giustizia, portando luce dove c’è oscurità e offrendo sostegno dove c’è abbandono. Con il proprio servizio ogni gruppo è sacramento vivente, segno tangibile dell’amore di Dio che opera nella nostra storia.
Il ruolo della Caritas per la speranza
Caritas è chiamata ad incarnare questa speranza nelle sue opere, promuovendo la dignità della persona e accompagnando ogni cammino di crescita e rinascita. Occorre un ulteriore sforzo per incarnare al meglio l’identità profonda, per puntare decisamente sulla promozione integrale dell’uomo, per spendersi perché le comunità cristiane siano le prime attrici della testimonianza di carità e per esercitare ruolo profetico di advocacy soprattutto con mondo civile ed Istituzioni. Otto le grandi aree su cui le Caritas saranno chiamate all’azione: l’abitare, la fragilità dei minori, il protagonismo giovanile, il mondo della pena, la necessità del lavoro, le povertà di salute, la promozione della carità territoriale e lo sviluppo del volontariato.

Per ciascuna di esse sono già attive molte opere, anche nella nostra regione, ma occorre curarne la dimensione di “segno” – più che di “erogazione di servizi” – capace di renderle parole comprensibili anzitutto ai poveri, poi alle comunità cristiane e a quelle sociali. Nel corso dell’incontro ha preso il via un percorso di co-programmazione e co-progettazione tra le sedici Caritas della regione ecclesiastica sull’esempio di quanto fatto negli anni del post Covid. Vari sono gli strumenti che Caritas Italiana mette a disposizione: da un kit formativo sul tema dell’azzardo patologico, alla campagna per la remissione del debito ai paesi più poveri; dai corridoi umanitari, di studio o lavorativi per persone provenienti da paesi in guerra ai microprogetti di sviluppo sia sul territorio italiano che su quelli esteri. A breve avrà anche inizio una iniziativa di microcredito al consumo in collaborazione con le Fondazioni Antiusura. Una progettazione comune è però già attiva da un paio di anni: il gemellaggio fraterno con la Caritas nazionale di Gibuti.
Piemonte – Africa proseguono i progetti di cooperazione
Dopo aver accolto a fine agosto scorso il vescovo monsignor Jamal Baibes, dal 18 al 25 febbraio alcuni direttori e collaboratori di Caritas della regione saranno nel paese dell’East Africa per programmare modalità di cammino comune che saranno poi proposte alle comunità cristiane piemontesi. Non un ennesimo progetto di cooperazione, ma un piccolo segno concreto di fraternità che genera speranza, in Africa e in Italia. Rinfrancati dal confronto e rafforzati nella motivazione dalle parole del sempre presente monsignor Piero Delbosco – vescovo incaricato di seguire la Delegazione Regionale –il cammino continuerà a metà di marzo con un nuovo incontro dove verrà posto un ulteriore tassello al quadro di dialogo con i tanti mondi caritativi. Sarà ospite la presidenza regionale della Società di San Vincenzo de Paoli così come lo fu in dicembre la Fondazione Banco Alimentare, perché la carità lega e costruisce, pur coltivando le specificità di ciascuno.
Pierluigi Dovis – Delegato Regionale Caritas Piemonte e Valle d’Aosta (Agd notizie)

