Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,
provenienti da diverse parti del mondo,
oggi siamo riuniti in questa gioiosa celebrazione dell’Epifania, una festa che ci invita a riflettere sul mistero della manifestazione di Gesù al mondo, e, in particolare, ai popoli. Questa solennità ci ricorda che la luce di Cristo non è riservata a un gruppo ristretto, ma è un dono universale, un faro di speranza per tutte le nazioni.
Nel Vangelo di Matteo, troviamo il racconto dei Magi, questi saggi venuti dall’Oriente, che seguendo la stella, giungono a Betlemme per adorare il Re dei Giudei. La loro ricerca ci parla di un desiderio profondo di verità e di significato, un desiderio che abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna, indipendentemente dalla loro origine, cultura o fede. Essi non erano ebrei, non appartenevano al popolo scelto; eppure, furono i primi a riconoscere in Gesù il Salvatore del mondo. Questo gesto di adorazione, da parte di persone lontane, ci insegna che la salvezza di Dio è aperta a tutti, che nessuno è escluso dal Suo amore.
Questa apertura universale alla salvezza è un tema centrale nel messaggio di Papa Leone, il quale afferma: “La Chiesa è la casa di tutti, e in essa non vi è alcun luogo riservato per i soli eletti; ogni uomo è invitato a entrare e a trovare la sua dimora”. Queste parole ci esortano a guardare oltre le barriere culturali e religiose, a riconoscere che ogni popolo porta con sé un frammento della verità divina, un riflesso della luce che è Cristo.
La festa dell’Epifania ci invita a celebrare non solo la manifestazione di Gesù, ma anche la bellezza della diversità dei popoli. Oggi, mentre riflettiamo su questo mistero, siamo chiamati a riunirci in un’unica famiglia, dove le differenze non sono divisioni, ma ricchezze che arricchiscono la nostra vita comunitaria. Ogni cultura, ogni tradizione, ogni lingua ha qualcosa di unico da offrire alla nostra comprensione di Dio e della Sua opera nel mondo.
In un tempo in cui le divisioni sembrano crescere, in cui l’intolleranza e l’egoismo minacciano la pace tra i popoli, la nostra chiamata è quella di essere portatori di luce e di speranza. La luce di Cristo, che illumina le tenebre, deve riflettersi nelle nostre azioni quotidiane. Siamo invitati a costruire ponti di dialogo, a promuovere la pace e a lavorare insieme per il bene comune, riconoscendo che, come membri della grande famiglia umana, siamo tutti chiamati a collaborare per un futuro migliore.
Impariamo dai Magi, che non solo cercarono la verità, ma si misero in cammino, affrontando fatiche e sfide per arrivare alla meta. La loro perseveranza è un esempio per noi: non dobbiamo mai arrenderci nella nostra ricerca di Dio e nella nostra missione di portare il Suo amore nel mondo. Ogni passo che facciamo verso l’altro, ogni gesto di accoglienza e di solidarietà, è un modo per rivelare la presenza di Dio nella nostra vita.
In questa celebrazione, quindi, preghiamo affinché il Signore ci doni il coraggio di essere testimoni della Sua luce. Che possiamo essere come la stella che guidò i Magi, illuminando il cammino di chi cerca e di chi è in difficoltà. Che possiamo essere strumenti di pace, costruttori di comunità unite nella diversità, e portatori di speranza in un mondo spesso segnato dalla divisione.
Ricordiamo le parole di Papa Leone, che ci invitano a riconoscere la Chiesa come una casa aperta a tutti, e che in essa possiamo trovare rifugio e conforto. In questo spirito, abbracciamo la nostra missione di annunciare il Vangelo a tutti i popoli, testimoniando con la nostra vita l’amore incondizionato di Dio.
Che la gioia dell’Epifania ci accompagni sempre, e che il Signore ci benedica mentre ci impegniamo a vivere la nostra fede in modo autentico e generoso.
Facciamo nostre le parole dell’antifona del Salmo: “Ti adoreranno Signore tutti i popoli della terra”.
Amen.
