Omelia in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti

02-11-2025

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo,

siamo in molti radunati in questo campo santo per commemorare i nostri cari defunti, in un momento di riflessione e preghiera.

La Chiesa ci invita a fermarci e a ricordare coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede, coloro che hanno condiviso con noi la vita, l’amore e le gioie di questo mondo, ma che ora riposano nella pace eterna.

La commemorazione dei defunti non è solo un atto di memoria, ma un momento di profonda connessione. Siamo chiamati a riconoscere che la morte non è la fine, ma una transizione. La nostra fede ci insegna che in Cristo, la vita è trasformata e che la morte è vinta. “Io sono la resurrezione e la vita”, ci ricorda Gesù, e in queste parole troviamo la nostra speranza.

Come abbiamo ascoltato nella seconda lettura di San Paolo ai Romani “la speranza non delude” e noi sappiamo che la nostra speranza non è qualcosa di effimero o di passeggero, ma è Cristo stesso, il Risorto e il vivente.

La nostra speranza si realizza proprio nell’incontro con Lui, il Signore Gesù.

In questo giorno, possiamo sentirci tristi per la perdita, ma possiamo anche gioire per il dono della vita che abbiamo condiviso. Ogni ricordo, ogni sorriso, ogni momento passato con i nostri cari è un tesoro che porteremo sempre nel nostro cuore. È importante non solo ricordarli, ma anche pregare per loro. Le nostre preghiere possono aiutarli nel loro cammino verso la pienezza della gioia divina.

Il suffragio che noi celebriamo in ogni eucarestia è il dono più grande che possiamo fare ai nostri cari defunti, in quanto grazie al sacrificio di Cristo abbiamo ottenuto la salvezza e la vita eterna.

Il libro della Sapienza ci dice: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio e nessun tormento le toccherà”. Questo ci offre conforto, poiché sappiamo che i nostri cari sono ora nelle mani amorevoli del Padre, lontani dalle sofferenze e dalle tribolazioni di questo mondo. La nostra speranza è che possano godere della luce eterna e della presenza di Dio.

Siamo qui anche per proclamare la nostra fede nella resurrezione, fra poco diremo tutti insieme nella preghiera del Credo: “Aspetto la resurrezione dei morti e la vita che verrà”.

La domanda che ci poniamo è: credo nella vita eterna? Per questo ci diciamo cristiani e il nostro cammino di pellegrini si fa gioioso perché va verso l’abbraccio del Padre misericordioso.

In questo contesto, siamo anche chiamati a riflettere sulla nostra vita. La commemorazione dei defunti ci invita a considerare il nostro cammino di fede.

Siamo chiamati a vivere in modo tale da onorare la memoria di coloro che ci hanno preceduto, vivendo con amore, compassione e giustizia.

Dobbiamo assicurarci che le loro vite non siano state vissute invano, ma che possano ispirarci a essere migliori, a cercare la santità e a costruire relazioni più profonde.

Infine, in questo giorno di commemorazione, non dimentichiamo di rivolgere il nostro sguardo anche a coloro che vivono ancora nelle tenebre della solitudine, del dolore e della perdita.

Offriamo il nostro amore e il nostro supporto a chi sta attraversando momenti difficili, affinché possano sentirsi avvolti dalla comunità e dalla grazia di Dio.

Ricordiamo tutti coloro che sono morti a causa delle violenze, delle guerre e delle ingiustizie umane.

Papa Leone qualche giorno fa al Colosseo in una preghiera ecumenica ha urlato:

“Basta guerre, con i loro dolorosi cumuli di morti, di distruzioni, esuli!”.

Questo nostro essere qui oggi sia l’occasione per unirci al grido del Papa e dire il nostro no alla guerra.

Preghiamo, quindi, per i nostri defunti, per tutti i defunti del mondo, affinché possano godere della gloria di Dio. Preghiamo anche per noi stessi, affinché possiamo vivere ogni giorno nell’amore e nella fede, preparandoci a incontrare un giorno i nostri cari nella casa del Padre, realizzando così la volontà del Padre come abbiamo letto nel vangelo: “ Questa è la volontà del padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in Lui abbia la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.

Amen.