Omelia in occasione della Santa Messa del Crisma

02-04-2026

Cari presbiteri e diaconi e carissimi ragazzi giunti da diverse parrocchie della nostra Diocesi,

ci ritroviamo oggi in questa solenne celebrazione della Messa del Crisma, un momento di grande significato per la nostra comunità diocesana e per ciascuno di noi come membri del Corpo di Cristo.

È un’opportunità per riflettere sull’identità e sulla missione che ci è stata affidata, richiamando alla nostra mente il profondo significato degli oli santi che oggi saranno benedetti.

La celebrazione di oggi si radica nella tradizione della Chiesa, unendo il passato e il presente. Gli oli che benediremo – l’olio degli infermi, l’olio dei catecumeni e il crisma – sono simboli potenti della grazia divina che opera nella nostra vita.

Ogni volta che uniamo il nostro corpo e la nostra anima a questi santi oli, siamo chiamati a rispondere al dono di Dio con generosità e amore.

In Giovanni 15,16, Gesù ci ricorda: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga.

Quest’ affermazione di Gesù illumina il nostro cammino di ministri e di battezzati. Siamo stati scelti e consacrati per una missione.

La benedizione degli oli rappresenta questo invio, questo mandato a portare frutto nel mondo.

L’olio degli infermi, benedetto oggi, è un segno della presenza di Dio nei momenti di sofferenza e di fragilità. È un invito a tutti noi a essere vicini a coloro che soffrono, a portare il nostro amore e la nostra attenzione a chi è nel bisogno.

La Chiesa, attraverso questo sacramento, offre non solo conforto ma anche una testimonianza di speranza. Ricordiamo le parole di Giacomo 5,14: “Se qualcuno tra voi è malato, chiami gli anziani della Chiesa e preghino su di lui, ungendolo con olio nel nome del Signore.

In questo gesto semplice ma profondo, non solo si manifesta la potenza della grazia divina, ma si esprime anche la nostra chiamata a essere strumenti di guarigione. Siamo tutti chiamati a essere un “olio” di consolazione per i nostri fratelli e le nostre sorelle, a non dimenticare mai che spesso è attraverso di noi che Dio interviene nel mondo.

L’olio dei catecumeni, benedetto in questa celebrazione, rappresenta la preparazione per il battesimo e la nuova vita in Cristo. È un segno di forza e di protezione, un invito a coloro che si preparano a ricevere il battesimo a vivere in modo autentico la loro fede.

È un richiamo a tutti noi a rinnovare il nostro battesimo e a vivere la nostra chiamata con entusiasmo e determinazione.

San Paolo, nella sua lettera ai Romani (6,4), ci ricorda: “Siamo stati dunque sepolti con lui mediante il battesimo nella morte, affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.”

Ogni volta che ci avviciniamo al sacramento del battesimo, ci viene offerta l’opportunità di rinascere, di abbandonare il peccato e di abbracciare la vita nuova in Cristo.

Questo sacramento non è solo un rito, ma una trasformazione profonda che ci chiama a vivere secondo lo Spirito.

Il crisma, infine, è l’olio della consacrazione. È un segno della presenza dello Spirito Santo e della nostra identità di cristiani.

Attraverso il crisma, siamo consacrati per una missione specifica: quella di essere testimoni del Vangelo nel mondo.

Nel Vangelo abbiamo letto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio…” Quest’unzione ci rende partecipi della missione di Cristo, ci chiama a portare il suo amore e la sua verità a tutti coloro che incontriamo.

Rinnovare la nostra consacrazione oggi significa anche riconoscere la responsabilità che abbiamo come pastori del popolo che ci è stato affidato.

È un invito a essere testimoni credibili del Vangelo, a vivere la nostra vita in modo che le nostre azioni parlino della nostra fede.

Siamo chiamati a essere luce nel mondo, a illuminare le tenebre con la verità e l’amore di Cristo.

In questo contesto, è fondamentale ricordare che non siamo soli in questo cammino. La nostra comunità è il luogo in cui possiamo sostenerci e incoraggiarci l’un l’altro.

La celebrazione della Messa del Crisma, per noi che abbiamo ricevuto il sacramento dell’ordine nei diversi gradi, non è solo un momento di benedizione, ma anche un’opportunità per rinnovare i legami di fraternità che ci uniscono in quanto appartenenti all’unico presbiterio intorno al vescovo.

Siamo membri di un unico corpo, e ogni membro ha un ruolo unico e prezioso da svolgere.

Nel Vangelo di Matteo (5,14-16), Gesù ci dice: “Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli.

Questo è il nostro compito: far risplendere la luce di Cristo nel mondo attraverso le nostre azioni, i nostri atteggiamenti e la nostra testimonianza di vita.

Oggi, mentre celebriamo la Messa del Crisma, rinnoviamo il nostro impegno a vivere come discepoli-missionari di Cristo.

Chiediamo al Signore di riempirci del suo Spirito Santo, affinché possiamo essere testimoni autentici del suo amore in ogni situazione della nostra vita.

Riconosciamo il dono della nostra vocazione e il potere della grazia che ci è stata concessa.

Preghiamo affinché questi oli benedetti possano essere usati con saggezza e amore, affinché ogni persona che riceverà il sacramento possa sperimentare la presenza di Dio nella propria vita.

Che la nostra comunità diocesana possa essere sempre più un luogo di accoglienza, di pace, di misericordia e di amore, dove ogni persona possa sentirsi amata e valorizzata.

Carissimi fratelli e sorelle, oggi celebriamo non solo la benedizione degli oli, ma anche la nostra chiamata a essere segni visibili della grazia di Dio nel mondo.

Che la nostra vita possa essere un canto a Colui che ci ha scelti e ci ha consacrati. Amen.